Quando parliamo di sviluppo sostenibile e gestione responsabile dei cantieri, stiamo toccando quello che per noi è diventato non solo un servizio ma una filosofia che permea ogni aspetto del nostro lavoro. È un approccio che affonda le sue radici nella storia della nostra famiglia, molto prima che parole come “sostenibilità” e “economia circolare” entrassero nel lessico comune dell’edilizia. Vogliamo raccontarvi come questa sensibilità si è sviluppata, come la pratichiamo oggi, e quale visione abbiamo per il futuro.
Le Origini di una Sensibilità Ambientale
Per capire veramente il nostro approccio alla sostenibilità, dovete tornare con noi al 1980, quando Massimo Pellino II si trovò ad affrontare la ricostruzione post-terremoto. In quel contesto drammatico, dove le risorse scarseggiavano e l’urgenza era massima, lui sviluppò quella che oggi chiameremmo una pratica di economia circolare: il recupero e riuso sistematico dei materiali dai siti distrutti. Non lo faceva principalmente per motivi ambientali, nel senso moderno del termine. Lo faceva per necessità pratica, per intelligenza economica, per rispetto verso risorse che erano preziose.
Ma c’era qualcosa di più profondo in quell’approccio. C’era il riconoscimento che i materiali hanno un valore intrinseco, che un mattone o una trave che hanno già servito per decenni possono continuare a servire se trattati con cura. C’era il rispetto per il lavoro umano incorporato in quei materiali, per l’energia che era stata necessaria per produrli, trasportarli, metterli in opera. C’era, in sostanza, una visione del costruire che non considerava i materiali come usa e getta, ma come risorse da valorizzare nel tempo.
Questa sensibilità non è nata nel 1980. Se risaliamo ancora più indietro, a Massimo Pellino, il fondatore della nostra tradizione familiare, troviamo la stessa filosofia espressa in modo diverso. Quando lavorava il tufo locale, quando utilizzava la pietra del territorio, quando applicava tecniche costruttive che si integravano perfettamente con l’ambiente circostante, stava praticando una forma di edilizia sostenibile ante litteram. Usava materiali a chilometro zero, come diremmo oggi. Costruiva edifici che respiravano, che avevano un’eccellente inerzia termica naturale, che richiedevano poca energia per essere confortevoli. Non lo faceva per salvare il pianeta, ma perché era il modo intelligente, economico, efficace di costruire in quel contesto.
Questa tradizione, questo modo di pensare, non si è perso. Si è evoluto, si è arricchito di nuove conoscenze scientifiche, si è adattato alle tecnologie moderne, ma il principio di fondo è rimasto: costruire con rispetto per le risorse, con attenzione all’ambiente, con una visione a lungo termine che va oltre il profitto immediato.
Cosa Intendiamo per Sviluppo Sostenibile nell’Edilizia
Vogliamo essere molto chiari su cosa significa per noi sviluppo sostenibile, perché è una parola che oggi viene usata in modi molto diversi, a volte anche solo come operazione di marketing. Per noi, lo sviluppo sostenibile nell’edilizia si articola su tre dimensioni interconnesse: ambientale, economica e sociale. Nessuna di queste tre può essere trascurata a favore delle altre, perché solo il loro equilibrio crea vera sostenibilità.
La dimensione ambientale è forse la più ovvia. Significa costruire minimizzando l’impatto sull’ambiente naturale. Questo si traduce in scelte concrete che facciamo in ogni progetto. Significa selezionare materiali a basso impatto ambientale, preferibilmente provenienti da fonti rinnovabili o riciclati. Significa progettare edifici che consumino poca energia durante la loro vita utile, che può durare cinquanta, settanta, cento anni. Un edificio ben isolato, ben orientato, con sistemi efficienti, consumerà nel corso della sua vita una frazione dell’energia che consumerebbe un edificio progettato senza attenzione all’efficienza. E siccome l’energia, almeno per ora, viene ancora in gran parte da fonti fossili, consumare meno energia significa emettere meno CO2, contribuire meno al cambiamento climatico.
Significa anche gestire responsabilmente l’acqua, una risorsa sempre più preziosa. Raccogliamo l’acqua piovana per usi non potabili, riduciamo gli sprechi con rubinetterie efficienti, depuriamo le acque reflue. Significa ridurre al minimo i rifiuti di cantiere, separandoli per permetterne il riciclaggio. Significa proteggere il suolo, limitare l’impermeabilizzazione, preservare dove possibile la vegetazione esistente. Ogni pezzo di suolo che copriamo con cemento è un pezzo di terra che perde la sua capacità di assorbire acqua, di ospitare vita, di contribuire all’equilibrio ecologico.
Ma la sostenibilità ambientale da sola non basta. C’è la dimensione economica. Un progetto può essere perfetto dal punto di vista ambientale, ma se costa talmente tanto che nessuno può permetterselo, o se richiede tecnologie così complesse che nessuno sa mantenerle, non è sostenibile. Noi cerchiamo sempre l’equilibrio tra prestazioni ambientali e sostenibilità economica. Proponiamo soluzioni che abbiano un ritorno sull’investimento ragionevole, che permettano ai nostri clienti di recuperare nel tempo, attraverso risparmi energetici e minori costi di manutenzione, l’investimento iniziale maggiore che le tecnologie sostenibili a volte richiedono.
E poi c’è la dimensione sociale, che è forse la meno discussa ma non per questo meno importante. Sostenibilità sociale significa creare edifici e spazi che migliorino la qualità della vita delle persone, che siano accessibili, che creino comunità, che rispettino la dignità di chi li abita o li usa. Significa anche creare occupazione di qualità, formare lavoratori specializzati, contribuire allo sviluppo economico del territorio. Significa lavorare in sicurezza, rispettando i diritti dei lavoratori, creando valore non solo per i proprietari ma per l’intera comunità.
La Gestione Sostenibile del Cantiere
Uno degli aspetti dove la nostra attenzione alla sostenibilità si manifesta in modo molto concreto è la gestione dei cantieri. Un cantiere edile tradizionale è, dobbiamo ammetterlo, un’attività con impatti ambientali significativi. Consuma risorse, produce rifiuti, genera rumore e polveri, interferisce con il territorio. Ma un cantiere ben gestito può ridurre drasticamente questi impatti, e questo è ciò che ci impegniamo a fare in ogni nostro progetto.
Partiamo dalla riduzione dei rifiuti. In un cantiere tradizionale, la quantità di materiali che finisce in discarica è impressionante. Imballaggi, scarti di lavorazione, materiali ordinati in eccesso, errori che richiedono demolizioni e rifacimenti. Noi lavoriamo con una logica completamente diversa. Prima di tutto, pianifichiamo accuratamente. Calcoliamo esattamente i materiali necessari, ordinando quantità precise che riducono gli sprechi. Organizziamo il cantiere con aree dedicate alla separazione dei rifiuti: legno, metalli, plastica, inerti, ciascuno nel suo contenitore, pronto per essere avviato al riciclo invece che alla discarica.
Quando dobbiamo demolire parti di edifici esistenti, non consideriamo automaticamente tutto come rifiuto da smaltire. Valutiamo cosa può essere recuperato e riutilizzato. Travi in legno ancora in buono stato possono trovare nuova vita in altri progetti. Mattoni e pietre possono essere puliti e riutilizzati. Infissi, sanitari, elementi metallici possono essere recuperati. Questo richiede più lavoro, più tempo, più attenzione rispetto al semplice buttare via tutto, ma è un lavoro che ha senso sia economicamente che ambientalmente.
La gestione dell’energia in cantiere è un altro aspetto importante. I cantieri consumano molta energia: per alimentare macchinari, per l’illuminazione, per il riscaldamento delle baracche quando lavoriamo d’inverno. Noi stiamo progressivamente introducendo soluzioni più efficienti: utilizziamo quando possibile macchinari elettrici invece che a combustione, installiamo illuminazione LED, utilizziamo pannelli solari temporanei per alimentare alcune utenze del cantiere. Sono piccoli passi, ma sommati fanno la differenza.
Il controllo delle emissioni di polveri e del rumore è fondamentale, specialmente quando lavoriamo in contesti urbani. Utilizziamo sistemi di nebulizzazione dell’acqua per abbattere le polveri durante le demolizioni e i movimenti terra. Programmiamo le attività più rumorose negli orari meno disturbanti per i residenti. Utilizziamo macchinari moderni che hanno livelli di rumore più contenuti. Installiamo barriere foniche quando necessario. Manteniamo una comunicazione costante con i residenti nelle vicinanze del cantiere, informandoli sulle attività previste e rispondendo prontamente a eventuali problemi o lamentele.
I Materiali Sostenibili nelle Nostre Costruzioni
La scelta dei materiali è probabilmente la decisione con l’impatto ambientale più significativo che prendiamo in ogni progetto. I materiali non sono tutti uguali: hanno impronte ambientali molto diverse a seconda di come vengono prodotti, trasportati, messi in opera, e di come si comporteranno durante la vita dell’edificio e a fine vita. Noi abbiamo sviluppato criteri precisi per la selezione dei materiali, criteri che bilanciano prestazioni tecniche, costi e impatto ambientale.
Privilegiamo materiali locali. Un mattone prodotto a cinquanta chilometri dal cantiere ha un impatto ambientale molto minore di uno identico prodotto a cinquecento chilometri, semplicemente perché richiede meno trasporto. Questo principio della territorialità dei materiali ci riconnette anche alla tradizione di Massimo Pellino che usava il tufo locale. Oggi non sempre è possibile o opportuno usare materiali tradizionali, ma il principio di preferire il locale quando possibile rimane valido.
Privilegiamo materiali con contenuto di riciclato. L’acciaio che usiamo nelle strutture ha sempre un’alta percentuale di materiale riciclato, perché l’industria siderurgica ha sviluppato eccellenti sistemi di riciclo. Usiamo calcestruzzi che incorporano materiali riciclati come aggregati provenienti da demolizioni. Usiamo isolanti che possono essere prodotti da materiali riciclati, come la fibra di cellulosa ottenuta da carta riciclata o la lana di roccia.
Privilegiamo materiali naturali e rinnovabili dove possibile e appropriato. Il legno, se proviene da foreste gestite sostenibilmente, è un materiale straordinario: rinnovabile, con ottime proprietà meccaniche e di isolamento, capace di sequestrare CO2 invece che emetterla come fanno i materiali di origine fossile. Lo usiamo per strutture, per finiture, per infissi. La calce naturale per intonaci e finiture ha un impatto ambientale molto più basso del cemento e ha proprietà di traspirabilità eccellenti. Gli isolanti naturali come la fibra di legno, la canapa, la lana di pecora stanno diventando sempre più competitivi anche economicamente.
Privilegiamo materiali durevoli che richiedano poca manutenzione. Un materiale che dura il doppio ha, sostanzialmente, metà dell’impatto ambientale per anno di vita utile. Un materiale che non richiede verniciature o trattamenti periodici evita l’impatto ambientale di quei trattamenti ripetuti nel tempo. La durabilità e la bassa manutenzione sono aspetti che valutiamo attentamente nelle nostre scelte.
E privilegiamo materiali che a fine vita possano essere riciclati o riutilizzati. Questa è la logica dell’economia circolare: progettare fin dall’inizio pensando alla fine. Se costruiamo con materiali che tra cinquant’anni potranno essere facilmente separati e riciclati, stiamo già riducendo l’impatto ambientale della futura demolizione di quell’edificio.
L’Efficienza Energetica Come Priorità
Se c’è un aspetto della sostenibilità dove possiamo fare la differenza più grande, è l’efficienza energetica degli edifici. Gli edifici sono responsabili di circa il quaranta percento dei consumi energetici totali nei paesi sviluppati. Costruire edifici che consumino una frazione dell’energia che consumavano quelli di trent’anni fa non è solo possibile, è diventato lo standard a cui puntiamo in ogni progetto.
L’involucro dell’edificio è il primo elemento su cui lavoriamo. Un edificio ben isolato, con ponti termici eliminati o minimizzati, con infissi ad alte prestazioni, mantiene il calore d’inverno e il fresco d’estate con una frazione dell’energia necessaria a un edificio poco isolato. Quando facciamo riqualificazioni energetiche, come i tanti progetti con Superbonus che abbiamo completato nel 2023, spesso riduciamo i consumi energetici del settanta, ottanta percento. Questo significa che per decenni quell’edificio consumerà una frazione dell’energia che avrebbe consumato, con benefici enormi sia economici per i proprietari che ambientali per tutti.
Gli impianti sono il secondo elemento critico. Le pompe di calore moderne hanno efficienze tre o quattro volte superiori alle vecchie caldaie. Per ogni kilowattora di energia elettrica che consumano, producono tre o quattro kilowattora di energia termica. È quasi come magia, ma è semplicemente buona termodinamica applicata. E se quell’energia elettrica viene prodotta da pannelli fotovoltaici sul tetto dell’edificio, il cerchio si chiude: abbiamo un edificio che produce l’energia che consuma, un edificio a energia quasi zero o addirittura a energia positiva.
L’illuminazione LED ha rivoluzionato il consumo energetico per l’illuminazione. Consuma un decimo delle vecchie lampadine a incandescenza e dura dieci volte di più. In tutti i nostri progetti usiamo esclusivamente LED, spesso con sistemi di controllo che regolano automaticamente l’intensità luminosa in base alla luce naturale disponibile e alla presenza di persone negli ambienti.
La domotica e i sistemi di building automation ci permettono di gestire in modo intelligente tutti questi sistemi. Sensori che rilevano temperatura, umidità, presenza di persone, qualità dell’aria, comunicano con una centrale che ottimizza continuamente il funzionamento di riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione. L’edificio diventa “intelligente”, si adatta automaticamente alle condizioni esterne e all’uso reale, massimizzando il comfort e minimizzando i consumi.
Il Recupero e la Riqualificazione dell’Esistente
Una delle forme più efficaci di sostenibilità nell’edilizia è non demolire e ricostruire ma recuperare e riqualificare l’esistente. Demolire un edificio e costruirne uno nuovo, anche se il nuovo è perfettamente efficiente, ha un impatto ambientale enorme. L’energia incorporata nei materiali dell’edificio esistente viene persa. La produzione dei nuovi materiali richiede energia e risorse. Il trasporto, la costruzione, tutto ha un costo ambientale.
Per questo noi privilegiamo sempre, quando possibile e sensato, il recupero dell’esistente. I nostri progetti di riqualificazione energetica e sismica dimostrano perfettamente questo approccio. Prendiamo edifici degli anni sessanta, settanta, ottanta, costruiti quando l’efficienza energetica non era una priorità, quando le tecniche costruttive erano diverse, quando gli standard di sicurezza sismica erano meno rigorosi. E li trasformiamo in edifici moderni, efficienti, sicuri, senza demolirli.
Questo approccio richiede competenze specifiche. Non è come costruire da zero dove puoi progettare tutto come vuoi. Devi capire l’edificio esistente, valutare cosa può essere conservato e valorizzato, cosa deve essere sostituito, come integrare nuovo e vecchio in modo coerente. Devi rispettare i vincoli dell’esistente ma al tempo stesso raggiungere prestazioni moderne. È una sfida tecnica, ma è anche una sfida che ci appassiona, perché ogni edificio esistente è diverso, ha la sua storia, richiede soluzioni su misura.
Nel restauro monumentale questa filosofia diventa ancora più evidente. Quando interveniamo su un edificio storico, non stiamo solo preservando pietre e mattoni, stiamo preservando storia, cultura, identità. Ogni edificio storico che salviamo dalla rovina è un atto di sostenibilità profonda, perché preserva un patrimonio che non può essere ricreato, che porta con sé secoli di storia e di sapere costruttivo.
La Formazione e la Cultura della Sostenibilità
Una cosa che abbiamo imparato è che la sostenibilità non si realizza solo con tecnologie e materiali, ma richiede una cultura, una mentalità, una competenza diffusa in tutta l’organizzazione. Non basta che i progettisti siano sensibili alla sostenibilità se poi in cantiere questa sensibilità si perde. Non basta avere procedure scritte se le persone non capiscono il perché di quelle procedure.
Per questo investiamo molto nella formazione del nostro personale. Organizziamo corsi regolari dove spieghiamo i principi della sostenibilità, dove mostriamo come le scelte quotidiane in cantiere possono fare la differenza. Formiamo i nostri capocantiere a gestire correttamente i rifiuti, a ottimizzare l’uso delle risorse, a ridurre gli sprechi. Formiamo i nostri operai alle tecniche costruttive che garantiscono efficienza energetica, perché anche la migliore progettazione fallisce se l’esecuzione è approssimativa.
Cerchiamo di creare una cultura dove la sostenibilità non è vista come un vincolo fastidioso ma come un valore, come qualcosa di cui essere orgogliosi. Quando un nostro operaio vede che grazie a un’installazione accurata del cappotto termico quell’edificio consumerà per decenni una frazione dell’energia che avrebbe consumato, questo diventa motivo di soddisfazione professionale. Quando un nostro capocantiere riesce a ridurre significativamente i rifiuti del suo cantiere attraverso una buona organizzazione, questo diventa un successo da celebrare.
La Trasparenza e la Certificazione
In un’epoca in cui il greenwashing, cioè dichiarare di essere sostenibili senza esserlo veramente, è purtroppo diffuso, noi crediamo nell’importanza della trasparenza e della certificazione. Non ci basta dire che siamo sostenibili, vogliamo dimostrarlo con dati, con certificazioni, con risultati misurabili.
Per questo puntiamo sempre a ottenere certificazioni energetiche alte per gli edifici che costruiamo o riqualifichiamo. Le classi energetiche A o B non sono solo etichette, sono la dimostrazione oggettiva che quell’edificio ha prestazioni energetiche eccellenti. Quando lavoriamo su riqualificazioni, documentiamo sempre il prima e il dopo: da classe G a classe A, da consumi di duemila euro l’anno a consumi di trecento euro l’anno. Questi numeri raccontano una storia chiara.
Utilizziamo quando appropriato protocolli di certificazione ambientale degli edifici. Questi protocolli valutano in modo olistico la sostenibilità di un edificio: materiali utilizzati, efficienza energetica, gestione dell’acqua, qualità ambientale interna, innovazione. Ottenere queste certificazioni richiede impegno e documentazione dettagliata, ma fornisce ai committenti e agli utenti finali la garanzia che la sostenibilità dichiarata è reale e verificata.
Siamo trasparenti anche sui limiti e sui compromessi. La perfezione nella sostenibilità non esiste, ogni progetto richiede bilanciamenti tra esigenze diverse, tra ideale e possibile, tra prestazioni ambientali e vincoli economici. Noi discutiamo apertamente questi aspetti con i nostri clienti, spieghiamo le implicazioni delle diverse scelte, aiutiamo a prendere decisioni informate.
Lo Sguardo al Futuro
Guardando avanti, vediamo la sostenibilità non come un trend passeggero ma come la nuova normalità dell’edilizia. Nei prossimi anni le normative diventeranno sempre più stringenti, spingendo verso edifici a energia quasi zero, verso l’uso di materiali a basso impatto, verso la riduzione drastica dei rifiuti di cantiere. Noi vogliamo essere all’avanguardia di questa transizione, non rincorrerla.
Stiamo esplorando materiali e tecnologie innovative. I biomateriali, derivati da risorse agricole o forestali rinnovabili. I sistemi di accumulo dell’energia sempre più efficienti che permetteranno agli edifici di essere completamente autonomi dalla rete. Le tecniche di costruzione modulare e prefabbricata che riducono gli sprechi e migliorano la qualità. L’integrazione di sistemi naturali come tetti verdi e pareti vegetali che non solo migliorano l’isolamento ma contribuiscono alla biodiversità urbana e alla gestione delle acque piovane.
Stiamo lavorando per rendere la sostenibilità accessibile, non un lusso per pochi. Perché la vera sostenibilità è quella che diventa standard, che si diffonde, che trasforma il mercato. Attraverso l’ottimizzazione dei processi, l’economia di scala, la diffusione delle competenze, vogliamo contribuire a rendere l’edilizia sostenibile la scelta naturale, non quella eccezionale.
E continuiamo a imparare. La sostenibilità è un campo in continua evoluzione, con nuove ricerche, nuove tecnologie, nuove comprensioni che emergono continuamente. Partecipiamo a convegni, leggiamo ricerche scientifiche, collaboriamo con università e centri di ricerca. Perché sappiamo che quello che oggi consideriamo all’avanguardia tra dieci anni potrebbe essere superato, e vogliamo essere sempre pronti a evolvere, a migliorare, a fare meglio.
Il nostro impegno per la sostenibilità non è un’operazione di marketing, è l’evoluzione naturale di una tradizione familiare che da sempre ha guardato al lungo periodo, che ha costruito pensando alle generazioni future, che ha rispettato le risorse e il territorio. È il modo in cui onoriamo l’eredità di Massimo Pellino e di tutti coloro che hanno costruito prima di noi. Ed è il modo in cui vogliamo contribuire a costruire un futuro migliore per chi verrà dopo di noi.